...impronte (a)cromatiche

in nessun dove, amata, sarà mondo, se non dentro di noi

mirrored me

Utente: samsara71
io sono la conoscenza del mio nome

passaggi

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lunedì, 09 novembre 2009

pavor tremulo

mi reca uno strano timore
saperti chiarire in un luogo
che non posso vedere, ma che conosco.
aumenti un calore amichevole
che riluce fra ombre dormienti.
un guizzo incontro ai miei pensieri
riecheggia, come Eco, in onde concentriche.
si avvicina da lontano, ma parte da me
ogni idea che conto sul soffitto.
fuori, l'autunno è smarrito sotto i cumuli di foglie
che generano vita in differimento stagionale
morendo ora e nutrendo a primavera
fiori nuovi, ignari e belli.
non è questo tempo ad essere prezioso,
ma la pazienza di ogni attesa.
gemme deposte ai piedi
della vita che cambia
per rimaner se stessa.
ti partorirò dalla bocca in forma di nome
sillabe autentiche come l'oro di una vena
scandiranno il distacco in cui diventerai mio.
potrò sussurrare al vento i segreti
della mia arte e con piccoli vortici,
impercettibili,
i miei doni si poseranno fra i tuoi capelli.
ti basterà passare una mano sul capo,
per liberarti di me.
ma tornerò lieve con l'annuncio di ogni stagione
in quel vento che trascina l'odore
ora di fiori e grano, ora di pioggia e silenzio
solo per il tremulo desiderio
di vederti sorridere al cielo.
lasciato da: samsara71 alle ore 16:48 | link | commenti (4)
categorie: poesia
domenica, 08 novembre 2009

mente e cuore

ClArc016CSM Barcola, Trieste. Murale del Collettivo d'Arte Arcobaleno.

Renato: Io ho malato il cuore, non la testa, ricordatevi bene e che se lo ricordi anche il signor direttore, io ho malato il cuore, non la testa.
Basaglia: Cosa intende per ammalato il cuore?
Renato: Vedendo tutta questa povera gente disgraziata che solo li fate bazilare e niente altro, io sono qua da anni, quando vado a casa? Domani, per Pasqua, per Natale, per Ferragosto, una schifferia qui dentro. Ci vuole più serietà qui dentro, più serietà e più severità.

***

Ciò significa che l'istituzione rinuncia ad ogni forma di difesa che non consista nella partecipazione di tutti i ruoli che la compongono all'andamento generale di una comunità, nella quale i limiti dell'uno sono fissati dalla presenza dell'altro e dalla reciproca possibilità di contestazione.
Questa è, naturalmente, la formulazione utopica della realtà istituzionale aperta: le contraddizioni sono presenti in questa relatà come lo sono in quella esterna. Ma ciò che conta è che l'istituzione non si incarica di coprirle e di nasconderle, ma tenta di fronteggiarle con i malati e di evidenziarle dove esse si presentino più ambigue.

da L'istituzione negata, a cura di F. Basaglia.
 
lasciato da: samsara71 alle ore 20:22 | link | commenti (2)
categorie: arte, fra parentesi
giovedì, 05 novembre 2009

bilitis

bilitisma quanto mi stanca una certa felicità
che fermenta in questo cuore tondo
di un rosso vivo come calce.
accanto al sonno di bambina
gli occhi si chiudono, e le mani
si aprono ai sogni.
una carezza profonda e lontana
simile ad un suono di mare
a qualche distanza
imprime il dondolio ai pensieri.
ora vanno, ora tornano,
ora danzano, lievi o scatenati
e scalzi, come me
che passeggio per un poco
sul quel prato infinito,
quello che si stende con malizia 
ai piedi di un soddisfatto ed arrogante Giove.
 
lasciato da: samsara71 alle ore 17:55 | link | commenti (7)
categorie: poesia, intermezzi
martedì, 03 novembre 2009

in cammino

“Guarda avanti, guarda indietro,
ed annulla la sequenza. Ora.”


In una bellezza naturale
come l’interno di una conchiglia
amavo il fratello
senza conoscere il valore del poco.
E non c’era Tempo a ghermire di frette e calme
l’assoluto ordinato groviglio, l’unione perenne.
Mi strapparono a lui, per farmi sentire il peso della carne
che, non più sazia, trema di aneliti durante le assenze.
Tempo giunse, ed annegai nel tendere.
Fu, allora, il sonno avvelenato
in attesa delle oleose cure che lucidano idee,
piene come gemme,
fino a renderle brillanti.
L’uomo che leverà il polveroso calice
saprà di che amore ci amammo.
Tempo allora svanirà e noi rivivremo,
ospiti eccelsi, nell’evo infinito.

                                                            samsara

E' anche la terza sefirah Nesah che versa la parola nel profeta; Wa-yiqra' Rabbah dice che ci si trovano sette chiarori, del sole, della luna, del firmamento, della folgore, delle rose. Una delle verità che è meglio tacere è che a questo grado una scheggia ci è inserita dentro, dobbiamo soffrire nella misura stessa in cui godiamo.

da Discesa all'Ade e resurrezione, E. Zolla.


La teosofia cabbalistica classica concepisce un'elaborata gerarchia antropomorfica all'interno della quale si manifestano relazioni dinamiche tra le sue componenti.

da Cabbalà. Nuove prospettive, M. Idel.


Il sentimento e la comprensione della verità sono infatti in ogni uomo. (...) Quel sentimento, che forse da principio nulla vede di quanto gli viene esposto, è di per sè il mago che aprirà "l'occhio spirituale". Esso germoglia nelle tenebre, l'anima non vede, ma attraverso quel sentimento è afferrata dalla potenza della verità; e allora poco a poco la verità si avvicina all'anima e le apre il "senso superiore".

da Teosofia, R. Steiner.




Netzach (Vittoria)

Netzach è la Sfera di Venere, il pianeta ad essa attribuito, è l'astrale vero e proprio, sede dell'emotività e dell'amore, quello della personalità, l'amore fisico, mentre HOD rappresenta la mente concreta, sede del raziocinio. Siamo sempre nell'ambito del quaternario inferiore. Insieme Netzach ed Hod, formano il Kama-Manas, il desiderio-mente, la psiche umana. E' il fattore Netzach in noi ad essere la base dei nostri istinti e delle nostre emozioni ed è su questo piano che si costruiscono con essi, cioè con l'energia di Netzach-Hod, le forme pensiero con involucro mentale, tratto da Hod, che è pura immaginazione, ma ciò non di meno, la forza associata ad essa immaginazione è sia reale che attiva. Su questo piano esistono tutte le forme-dio create dalla mente umana nei secoli e la devozione verso di essi, quali dei, ci dice che operiamo in tali momenti in Netzach. I contatti con Netzach si effettuano mediante il "sentire insieme"; e ciò si traduce attraverso la danza, il suono, il colore e le arti. Tutti i riti che hanno in sè ritmo, movimento, colore e suono agiscono nella Sfera di Netzach.. E' detto che Hod, la Sfera del lavoro magico intellettuale, trae la sua forza da Netzach, per cui ne consegue che qualsiasi operazione in Hod deve possedere un elemento di Netzach per essere animata, e nel contempo, allo scopo di fornire una base materiale di manifestazione, la sostanza eterica di Yesod, che ne viene interessata, deve avere qualche forma di sacrificio, anche solo l'incenso acceso. Per ciò che riguarda il sesso, attribuito alla Sfera di Netzach come amore fisico, dobbiamo renderci conto che esso è un aspetto della polarità, realtà di base di tutta la manifestazione, e l'intera attività della Sfera è inclusa nel principio di polarità, proprio come l'intera funzione della forma è inclusa nel principio di metabolismo. Polarità significa il fluire della forza da un piano superiore a un piano inferiore. Diciamo che la parte passiva ha bisogno dello stimolo della parte attiva in modo da poter trovare sfogo e applicazione in essa. La fonte di ogni energia è il Non-Manifesto e questo scende a tutti i livelli mutando la Sua forma dall'uno all'altro finchè da ultimo è messo a terra in Malkuth. Nell'Albero esiste un continuo flusso e riflusso di energia: dall'alto verso il basso degli aspetti della nostra consapevolezza, per cui lo Spirito ispira la mente, questa dirige le emozioni che a loro volta formano il corpo eterico che foggia il veicolo fisico mettendo l'energia in circuito a Terra. Esiste un riflusso dal basso verso l'alto in cui avviene un assorbimento ed una resa fra il corpo eterico e l'astrale, l'emotivo, e tra questi e l'aspetto mente, e così su per i piani. L'interazione di Kama-Manas e Manas-Kama spiega sufficientemente la cosa. A Netzach è associato il pianeta Venere con tutte le implicazioni che ne derivano e, ricordando il simbolismo fra Marte e Venere scorgiamo che il dinamismo umano è strettamente connesso con la vita sessuale. E' necessario dare a Netzach il posto che le compete perché così si equilibra l'intelligenza di Hod e la materialità di Malkuth. Netzach nel microcosmo è l'aspetto istintivo, emozionale, è l'artista in noi; mentre Hod è lo scienziato. A seconda di come i nostri umori passano dal ritegno al dinamismo sarà la polarità di Hod e Netzach ad agire. La dinamicità dell'emotività ben diretta equilibrerà il puro ma inerte intellettualismo di Hod.

VIRTU' - Altruismo, capacità di polarizzare da un polo negativo.

VIZIO - Impudicizia e Lussuria, abuso dell'amore fisico.

RICAPITOLANDO

Siamo in NETZACH:
a) - Quando siamo in devozione e preghiera e con gioia ci sentiamo attratti ad esprimere con danze, canti, colori, ecc.
b) - Quando costruiamo forme pensiero cariche di emotività.
c) - Quando l'amore è puramente fisico.
d) - Quando operiamo artisticamente in qualsiasi occasione.

tratto dal sito dell'Antico Ordine Martinista www.ordinemartinista.it.


Arcano VII Il carro

antimonio.JPGEgli incarna i principi superiori della personalità umana per rappresentare l'Anima Intellettuale (Antimonio) nella quale si sintetizzano il principio pensante (Bagatto), il centro dell'energia volitiva (Imperatore) e l'affetto (Innamorato). Ma, a differenza dell'Imperatore che nella sua immutabile fissità è assiso su di un cubo immobile, il Trionfatore percorre il mondo su un veicolo la cui forma rimane tuttavia cubica.

VII coppia di Arcani: l'intelligenza alle prese con la materia
7. Il carro
dominazione, trionfo, talento, capacità. Il padrone che si fa obbedire. Progresso, armonia.

16. La torre
Presunzione, caduta. Infatuazione, incapacità. La vittima di forze in rivolta. Esplosione, catastrofe.

da I tarocchi, O. Wirth.
lasciato da: samsara71 alle ore 12:18 | link | commenti (11)
categorie: linguaggi, trasformazioni
lunedì, 02 novembre 2009

congedo

38_PORTRAITS_Alda_MeriniArrivederci Signora Merini. Il mio più sentito grazie è l'unico umile saluto che posso rivolgerle. A rivederci... ancora.
lasciato da: samsara71 alle ore 07:52 | link | commenti (9)
categorie: poesia, trasformazioni, memopost